Music Score
TIMAClub & ClamaDisco

GRAZIE A DIO E A TUTTI GLI ALTRI…

Nel dicembre 2003 ebbi la graditissima sorpresa di ricevere una improvvisa telefonata da Mario De Luigi jr, proprietario e direttore della rivista MUSICA E DISCHI (fondata dal padre che io conobbi e frequentai di persona un sacco di anni fa): non pensavo proprio che un’attività tesa a realizzare un prodotto raffinato e culturalmente valido, è vero, ma di dimensioni tecniche e commerciali estremamente ridotte potesse interessare anche l’organo ufficiale della discografia italiana, ossia il supporto informativo fondamentale per qualsiasi attività nel campo del disco musicale.

Poi l’articolo-intervista uscì nel mese di febbraio 2004 (numero 672) nella forma che potete leggere sopra, con un titolo che da solo radiografava la situazione produttiva ed economica del TIMAClub: che pubblicava prodotti non di nicchia, ma di estrema nicchia, e che – unica etichetta in tal senso – forniva agli appassionati, agli amatori e ai collezionisti un qualcosa di scritto e di ben organizzato sulle voci italiane da loro più amate.

Ma i casi della vita sono imprevedibili: quando passai dal disco microsolco al disco Compact entrai in una specie di tunnel che dopo un paio di uscite fermò l’attività. Non tanto sotto il profilo economico, quanto per il fatto che, disponendo di una pubblicazione a più pagine nel vero senso editoriale della parola, scoprii che potevo allargare l’informazione storica e discografica (fino ad allora costretta nel retro di una sola copertina di cm. 30x30 centimetri) in un numero praticamente illimitato di pagine e realizzare così una specie di The Record Collector italiano. In concorrenza almeno per i nomi italiani con la celebrata rivistina inglese, perché no?

Così mi misi a ricercare biografie, a fare interviste agli artisti ancora viventi, a riprodurre fotografie più e meno rare, ad organizzare cronologie e discografie, senza pensare al tempo che sarebbe occorso e che comunque avrebbe avuto un costo: perché se da una parte si spende, da un’altra parte bisogna incassare per pareggiare (almeno!) i conti, come insegna la più elementare delle leggi dell’economia. Invece la passione prese il sopravvento proprio mentre le richieste cominciavano a diminuire, fino a scendere da circa un anno al di sotto (e oggi ben al di sotto) della fatidica soglia minima delle duecento copie che era necessario vendere per garantire il "rientro" delle spese per tutte le 500 copie che ancora oggi risulta obbligatorio stampare.

Colpa della Grande Crisi? Morte dei tanti collezionisti più vecchi? Assenza di ricambio giovanile nel settore? Costo artificiosamente esagerato dei dischi originali a 78 giri? Ignoro quale sia la causa più rilevante tra tutte queste, oppure se ce ne siano altre più determinanti: certo è che oggi sono costretto ad arrendermi anch’io, fermando l’arrività di un’etichetta storica, attiva nel settore del collezionismo da più di 35 anni, che mi ha personalmente gratificato di una gran quantità di soddisfazioni. come premi discografici, targhe commemorative, articoli su giornali quotidiani e riviste, trasmissioni radiofoniche, interventi a conferenze di presentazione di libri e CD, amicizia personale di molti, moltissimi artisti…

Certo, anche il mercato è strano: il numero dedicato a Lina Cavalieri, entusiasmante per la bellezza e serietà del testo ed unico per il contenuto musicale illustrativo (ossia la riedizione completa delle sue incisioni, mai uscite prima in LP o CD) e costatomi oltre 2.500 Euro è rimasto praticamente fermo; il bellissimo libro su Giovanni Martinelli, forte di ben 500 pagine tra testo, 320 fotografie, una cronologia teatrale nella quale ho omesso solo gli starnuti, una discografia mai fatta prima così bella e varia, una filmografia mai così dettagliata, dal costo complessivo di circa 12.000 Euro… ha avuto dal nativo Comune di Montagnana (che organizza un Concorso annuale dedicato a Pertile e Martinelli ed ha una Péro-Loco e un Museo Pertile-Martinelli) una richiesta di sole 15 copie, mentre la Regione Veneto ha richiesto cento esemplari per le biblioteche musicali locali: in tutto 750 Euro da Montagnana e 4.500 Euro dalla Regione Veneto. Intanto il negozio bolognese di Bongiovanni, che è sempre stato non un, ma il punto di riferimento per ogni appassionato o collezionista non solo italiano, mi ha restituito ora 2 copie sulle dieci inviate. Vedete da soli se arriverò o no ai 12.000 Euro spesi! Intanto la Banca di Roma mi ha appena ritirato la concessione di un piccolo fido bancario del quale godevo "per manifesta irregolarità di gestione" (leggi: assenza di movimenti in entrata ed in uscita a favore della banca) mentre potete constatare de visu sul sito che i negozi che trattano quattro o cinque copie di ogni nostro titolo sono ormai solo un pugno mentre all’estero brilla un unico punto-vendita per qualche vecchio emigrante. Ne avevo un altro, a Vienna, ma da due anni non mi paga più… come del resto due o tre rivenditori italiani!

Insomma, la stanchezza che opprime Azucena in carcere ora stringe troppo anche me, vispissimo settantenne. Vi avevo promesso una gruppo di dischi che sto portanto avanti nella fase di preparazione, è vero, e che prima o poi vedranno la luce se troverò soldi per produrli, ma ormai senza alcun impegno su date che potrebbero arrivare al prossimo anno o alla prossima estate o non arrivare per niente: Milly, Daniele Serra, Manfredi Polverosi, Carlo Buti volume 7, Gino Latilla, Gabrè, Aldo Fabrizi, Pasquariello. Non so quando li pubblicherò, ma in ogni caso il sito vi informerà sia sull’emissione che – cosa più importante – sul costo, visto il cerchio di interesse sempre più ristretto e le tirature sempre più limitate.

In più, sono costretto a "sospendere" nel limbo dei siti anche il mio, che ovviamente rimarrà "acceso" solo per eventuali richieste di numeri già pubblicati e per chi studia oppure organizza discografie di singoli artisti, oppure per richieste di qualsiasi genere relativo a dischi storici d’opera e non, a ricerche su libri o riviste… insomma, il TIMAClub continuerà ad essere a Vostra disposizione, pur non producendo pubblicazioni e CD.

Ora non mi rimane che ringraziare di cuore intanto il buon Dio che mi ha dato buona salute e fermezza d’animo in situazioni che non esito a definire pazzesche, permettendomi di continuare il mio cammino; poi tutti coloro che per oltre 35 anni mi hanno consigliato, incoraggiato, aiutato e che mi hanno fornito quanto a me mancante così come mi serviva: gli amici affezionati che mi hanno permesso di arrivare fino ad oggi con i loro acquisti a scatola chiusa fidando solo sulla mia parola, e anche coloro che non hanno mai voluto aiutarmi, ma che col loro diniego mi hanno spinto a cercare e a conoscere altri collezionisti e altri amici appassionati e generosi. Insomma, per tutto questo e soprattutto per le innumerevoli piccole gioie che tramite voi e la cara amica Claudia Santini hanno davvero alleggerito e reso felice la mia vita, porgo il mio saluto a voi e – complessivamente – al mondo incomparabilmente bello della musica dal più profondo del mio animo.

Maurizio Tiberi, 14 agosto 2008

 


 
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